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Statistiche: i numeri del fenomeno

La valutazione del fenomeno e della sua reale incidenza sui settori che ne sono affetti (es. il credito al consumo) è importantissima. Vi presentiamo alcune delle più autorevoli fonti di dati e analisi sul furto di identità.

L’Osservatorio CRIF sul furto di identità e le frodi creditizie riferisce che nell’intero anno 2015 i casi verificatisi nel nostro Paese sono stati 25.300 determinando una perdita economica superiore ai 172 milioni di Euro.
Nello specifico, le frodi creditizie - ovvero quegli atti criminali che si realizzano mediante furto di identità e il successivo utilizzo illecito dei dati personali e finanziari altrui per ottenere credito o acquisire beni con l’intenzione premeditata di non rimborsare il finanziamento e non pagare il bene - rappresentano un fenomeno criminale di dimensioni più che preoccupanti, registrando rispetto al 2014 una crescita dell’importo medio frodato.

Per quanto riguarda le frodi con i mezzi di pagamento, fra le quali ricadono alcune fattispecie di furto di identità, il Rapporto statistico sulle frodi con le carte di pagamento del Ministero dell’Economia e delle Finanze riferisce che “nel 2014, con riferimento alle carte emesse in Italia, è diminuito il valore delle transazioni non riconosciute (frodi) rispetto al totale dei pagamenti genuini mediante carta (dallo 0,0195% allo 0,0189%), mentre è aumentato il numero (da 0,0118% a 0,0131%)". Quindi "l’incidenza in valore ha subito una lieve diminuzione (-2,73%) mentre è cresciuta come numero di transazioni (+11,06%)".