Home » Prevenzione e repressione » Legislazione e autorità competenti in Italia

Legislazione e autorità competenti in Italia

Legislazione e autorità competenti in Italia - Sypcit

Scopri,cliccando su "continua a leggere", le principali previsioni normative specifiche in materia

Le principali previsioni normative specifiche in materia sono:

-       Il Titolo V-bis del decreto legislativo 13 agosto 2010, n. 141, così come introdotti dal decreto legislativo 11 aprile 2011, n. 64 ha istituito, nell’ambito del Ministero dell’economia e delle finanze, un Sistema pubblico di prevenzione, sul piano amministrativo, delle frodi nel settore del credito al consumo, con specifico riferimento al furto di identità. La titolarità del Sistema di prevenzione è assegnata al Ministero dell'economia e delle finanze, mentre la realizzazione e la gestione dell'Archivio centrale sono affidati alla Consap. Il Sistema pubblico di prevenzione consente il riscontro dei dati contenuti nei principali documenti d'identità, riconoscimento e reddito, con quelli registrati nelle banche dati degli enti di riferimento, attualmente quelle dell'Agenzia delle Entrate, Ministero dell'Interno, Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, INPS e INAIL. Questo riscontro si configura quindi come efficace strumento di prevenzione per i "furti d'identità" sia totali che parziali. L'accesso al Sistema è attualmente previsto per banche, intermediari finanziari, fornitori di servizi di comunicazione elettronica, fornitori di servizi interattivi o servizi ad accesso condizionato, nonché per i gestori di sistemi di informazione creditizia e imprese che offrono servizi assimilabili. È inoltre previsto che a partire dal 16 luglio 2015 aderiscano al Sistema anche le compagnie di assicurazione.

-       l'Articolo 494 del Codice Penale: sostituzione di persona. Recita testualmente: “Chiunque, al fine di procurare a sé o ad altri un vantaggio o di recare ad altri un danno, induce taluno in errore, sostituendo illegittimamente la propria all'altrui persona, o attribuendo a sé o ad altri un falso nome, o un falso stato, ovvero una qualità a cui la legge attribuisce effetti giuridici, è punito, se il fatto non costituisce un altro delitto contro la fede pubblica con la reclusione fino a un anno.”

-       l'Art. 640-ter del Codice Penale (così come modificato dall’art. 9, co. I, lett. a), della legge 15 ottobre 2013, n. 119):  frode informatica. Recita testualmente: “Chiunque, alterando in qualsiasi modo il funzionamento di un sistema informatico o telematico o intervenendo senza diritto con qualsiasi modalità su dati, informazioni o programmi contenuti in un sistema informatico o telematico o ad esso pertinenti, procura a sé o ad altri un ingiusto profitto con altrui danno, è punito con la reclusione da sei mesi a tre anni e con la multa da euro 51 a euro 1.032. La pena è della reclusione da uno a cinque anni e della multa da euro 309 a euro 1.549 se ricorre una delle circostanze previste dal numero 1) del secondo comma dell'articolo 640, ovvero se il fatto è commesso con abuso della qualità di operatore del sistema. La pena è della reclusione da due a sei anni e della multa da euro 600 a euro 3.000 se il fatto è commesso con furto o indebito utilizzo dell'identità digitale in danno di uno o più soggetti. Il delitto è punibile a querela della persona offesa salvo che ricorra taluna delle circostanze di cui al secondo e terzo comma o un'altra circostanza aggravante.”

Trovano inoltre applicazione, a seconda dei casi, altre previsioni normative, tra cui:

- il D.lgs. 11/2010 di attuazione della direttiva 2007/64/CE, relativa ai servizi di pagamento nel mercato interno, che disciplina agli artt. 9-12 gli obblighi e diritti dell’utilizzatore (cliente). Nello specifico ai sensi dell’art.10 “qualora l’utilizzatore di servizi di pagamento neghi di aver autorizzato un’operazione di pagamento già eseguita o sostenga che questa non sia stata correttamente eseguita, è onere del prestatore di servizi di pagamento (banca) provare che l’operazione di  pagamento è stata autenticata, correttamente registrata e contabilizzata e che non ha subito le conseguenze del malfunzionamento delle procedure necessarie per la sua esecuzione o di altri inconvenienti“. Ed è, infine, espressamente stabilito agli artt. 11 e 12 che il prestatore di servizi di pagamento è, tenuto a rimborsare al pagatore l’importo dell’operazione non autorizzata, e che l’utilizzatore non sopporta alcuna perdita derivante dall’utilizzo di uno strumento di pagamento smarrito, sottratto o utilizzato indebitamente.

-       l’art. 56 del Codice del consumo prevede con riferimento ai contratti a  distanza, conclusi con professionisti, per cui il pagamento sia stato effettuato mediante carta, che “l’istituto di emissione della carta di pagamento deve riaccreditare al consumatore i pagamenti dei quali questi dimostri l’eccedenza rispetto al prezzo pattuito ovvero l’effettuazione mediante l’uso fraudolento della propria carta di pagamento da parte del professionista o di un terzo“.

      Il Codice Decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196 Codice in materia di protezione dei dati personali. Esso statuisce il diritto alla riservatezza dei dati personali e sensibili quale diritto inviolabile della persona.