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L'Eurobarometro sulla tutela dei dati personali

Il sistema europeo di indagine demoscopica ha fotografato i timori degli utenti rispetto al rischio di subire la sottrazione di dati personali e il furto di identità in rete.

Nell’Unione Europea aumenta la preoccupazione per la criminalità online. E’ quanto emerge dall’esito di un sondaggio di Eurobarometro

L’85% del totale degli intervistati (l'82% in Italia) ritiene che il rischio di diventare vittima del cyber-crimine sia in aumento (+ 9% rispetto a uno studio del 2013). I timori si riferiscono a varie tipologie di reato: furto di identità; pirateria della casella di posta elettronica o del profilo sui social media; frodi legate a transazioni bancarie o attraverso carte di credito.

In Svezia, nei Paesi Bassi e in Danimarca si utilizza Internet più spesso che altrove (l’87% o più degli intervistati accede alla rete almeno una volta al giorno), anche per acquisti (rispettivamente 80%, 83% e 80%) o per home banking (91%, 89% e 94%); in Romania, Portogallo e Grecia si riscontrano le percentuali più basse (rispettivamente 54%, 56%, 58%).

In materia di sicurezza online esiste una percezione molto diversa tra i vari Stati: in Svezia il 69% degli utenti si dichiara sufficientemente informato dei pericoli, contro il 31% dei navigatori in Romania.

Dopo la Spagna, l'Italia è la nazione in cui è più aumentato l'accesso ad Internet attraverso gli smartphone (seguita da Croazia e Ungheria) mentre nel caso dei tablet, l'incremento più consistente si è registrato nel Regno Unito, seguito da Finlandia, Irlanda e Cipro. L'Italia è anche il Paese con la percentuale più alta (58%) di intervistati che affermano di aver adottato misure a tutela della sicurezza online dei bambini (Lussemburgo 53%, Croazia 52% e Malta 52%). In coda a questa classifica troviamo Estonia (29%), Lituania (27%) e Germania (26%).

(Sondaggio speciale Eurobarometer n. 423 - Cyber Security, Febbraio 2015 - Scheda sull'Italia)