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Cosa fare in caso di...

… e a chi rivolgersi…

… e a chi rivolgersi… - Sypcit

Se si tratta di furto d’identità che riguarda immagini, informazioni o opinioni espresse o falsamente attribuite alla vittima nel web, rivolgersi immediatamente alla Polizia Postale o alla Procura della Repubblica per l’inoltro della denuncia/querela e per eventuali provvedimenti che blocchino la visibilità dei dati nella rete (NB: Tribunale ordinario per l’eventuale risarcimento del danno, nonché al Garante per la protezione dei dati personali per provvedimenti e sanzioni).

 

Se si tratta di furto d’identità nel settore del credito:

- nel caso in cui il truffatore abbia utilizzato i dati della vittima per creare  documentazione falsa (documento di identità, buste paga/pensione e/o dichiarazione dei redditi) con cui acquistare beni a rate, ottenere dei finanziamenti, aprire conti correnti bancari, emettere assegni a vuoto, ottenere carte di credito e bancomat a nome della vittima

• inoltrare denuncia/querela verso ignoti alle Autorità competenti (Carabinieri, Polizia, Procura della repubblica, Polizia Postale ecc.), dichiarando la propria estraneità ai rapporti di credito in parola e disconoscendo le firme apposte sui contratti.

• inoltrare la denuncia agli istituti di credito e a tutte le società o le istituzioni coinvolti (SIC, motorizzazione civile – Registro informatico dei protesti presso la Camera di Commercio, ecc).

- nel caso in cui il truffatore, sottratti i relativi dati, possa prelevare denaro dal conto corrente online, utilizzare la carta di credito e il bancomat della vittima

bloccare immediatamente il conto e/o le carte di pagamento (farsi dire specificamente il n. della propria denuncia/blocco);

• inoltrare denuncia/querela, rivolgendosi alla Guardia di Finanza, alla Polizia Postale, alla Procura della Repubblica, alla Polizia di Stato o ai Carabinieri;

• inviare copia della denuncia/querela agli istituti di credito coinvolti (entro le 48 ore successive al blocco telefonico), richiamando il n. del blocco e chiedendo contestualmente il rimborso delle somme fraudolentemente prelevate; nella domanda di rimborso essere molto precisi sull’accaduto.

• in caso di contestazioni da parte dell’istituto di credito, dopo aver inviato un primo reclamo all’istituto stesso, a cui non è stata data risposta o è stata  ritenuta insufficiente occorrerà adire l’Arbitro Bancario Finanziario (www.arbitrobancariofinanziario.it), magari facendosi assistere da un’Associazione dei Consumatori.