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Come difendersi dal furto di identità

Come difendersi dal furto di identità - Sypcit

È vero che le precauzioni non offrono una garanzia di protezione totale, ma è anche vero che in assenza di precauzioni ci si espone ad un rischio enormemente maggiore. Lascereste la porta di casa aperta?...

Nessuna precauzione e gestione oculata dei propri dati personali, delle password e degli account potrà garantirci completamente contro il furto di identità: vi sono molte situazioni nelle quali i nostri dati sono custoditi da altri e la loro protezione è fuori dalle nostre possibilità di controllo: i casi di attacco hacker ai server di importanti società o di pubbliche amministrazioni si sono verificati  in passato e continueranno a verificarsi.

È certamente importante far si che la nostra esposizione al rischio di un furto di identità sia il più possibile limitata e che non si offrano occasioni facili anche a ladri di identità che mai avrebbero le competenze tecniche e l’organizzazione necessarie ad una grande operazione di hackeraggio. Un conto è lasciare la porta di casa aperta, un altro chiuderla a chiave, pur nella consapevolezza che alcuni dei ladri sono attrezzati per aprirla comunque: nel primo caso la platea dei potenziali intrusi si amplia notevolmente.

Esistono sistemi e servizi di protezione individuale a pagamento, nella vita reale e nell’ambiente Web: possono risultare utili, in attesa che forme di prevenzione generalizzata mettano tutti i cittadini al riparo dal furto di identità.

Una doverosa riflessione va fatta sulla facilità e superficialità con cui a volte concediamo dati personali o diffondiamo documenti riservati, inizialmente magari condividendoli con una cerchia ristretta di amici ma poi, per loro tramite, con un numero potenzialmente illimitato di soggetti e di fatto perdendone il controllo.

Altra cosa importante: non sempre usiamo la dovuta diffidenza ed un rigoroso principio di precauzione quando siamo contattati da estranei, magari via e-mail. Il phishing ed altre forme di frode sfruttano proprio l’ingenuità. Molti sono caduti vittime di una sottrazione dei dati di accesso online al proprio conto corrente bancario, ad esempio, per aver risposto a messaggi e-mail in cui, spacciandosi per la banca, il truffatore chiedeva l’inserimento dei dati di accesso per presunte esigenze di reimpostazione dell’account: la pagina web cui il messaggio rimandava non era ovviamente quella della banca ma un’imitazione fraudolenta.

È dunque opportuno concedere i nostri dati solo quando è strettamente necessario e quando è assolutamente certa l’identità dei soggetti cui li conferiamo, adottando opportune precauzioni e procedure di verifica nei casi dubbi.

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